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Cucina fra arte, tecnica e immaginario sociale

Cucina fra arte, tecnica e immaginario sociale

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Venerdì 21 marzo ore 17,30
Corso Sicilia 91

Presentazione del libro
La cucina è arte?
Filosofia della passione culinaria
Carocci editore
di Nicola Perullo

Dibattito di Nicola Perullo e Gianfranco Marrone
con il “cuciniere errante” Carmelo Chiaramonte
la cucina e' arte

“Oggi la cucina non sta solo nella cucina. Invade qualsiasi spazio sociale, sia in termini di immaginario che di pratiche effettive: dalle librerie ai palinsesti televisivi dai blog agli itinerari turistici, tutto trasborda di cibo. Resta il problema del nesso fra la cucina, l’arte e la tecnica, vecchio problema su cui ancora si aspetta un’adeguata risposta, ora offerta da Nicola Perullo nel suo libro più recente.”
Gianfranco Marrone

La cucina è arte?
Questo saggio propone una risposta non convenzionale e molto articolata alla domanda attraverso un percorso che spazia tra estetica, storia, antropologia e gastronomia. Ne risulta una sintesi concettuale nuova e originale, che intende suscitare un dibattito su un problema al tempo stesso molto antico e attuale, ma che tocca anche la questione dell’arte nel suo complesso. Il lavoro si struttura in nove tesi, tra teoria ed esempi. Sintetizzandone il contenuto: la cucina è un’arte storicamente determinata, che si produce grazie a tecniche, saperi del corpo e capacità immaginative. Tuttavia, quest’arte non deve intendersi in base al modello formale della rappresentazione visiva, né come produzione eccezionale in antitesi alla dimensione del quotidiano. L’arte culinaria si misura piuttosto con la riuscita gustativa, irriducibile alla dimensione concettuale e emotiva, e si gioca tra il richiamo del noto e la fascinazione del nuovo. Inoltre, essa attraversa la differenza dei generi, ha a che fare con l’interesse maternale, non si identifica nella nozione di autore per realizzarsi infine pienamente nella dimensione ambientale del convivio.

Nicola Perullo (Livorno 1970) è Professore di Estetica all’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo).
Ha studiato a Pisa con Aldo Giorgio Gargani, dove ha conseguito la Laurea prima e poi il Dottorato in Filosofia, e a Parigi sotto la guida di Jacques Derrida. Si è occupato inizialmente di filosofia del linguaggio, con particolare rifermento a Wittgenstein e ai filosofi del linguaggio ordinario, e di filosofia francese contemporanea, con particolare riferimento a Derrida. Successivamente di estetica del Settecento, con particolare riferimento a Vico da un lato, alla questione del gusto dall’altro. Negli ultimi anni ha contribuito a costituire in Italia un’Estetica del gusto, all’interno di una visione più generale dei rapporti tra Estetica e filosofia.

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