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Omaggio a Goliarda Sapienza

Omaggio a Goliarda Sapienza

Archivio eventi

Giovedì 23 maggio ore 17,30
Corso Sicilia 91

Presentazione della raccolta poetica dialettale
Siciliane
Il Girasole Edizioni
Ne parleranno Pinella Leocata, Pina Mandolfo e Elvira Seminara

Alcune poesie saranno lette da Daniela Orlando

Questo gruppo di diciotto brevi poesie siciliane è stato da me ritrovato nel grande mare delle carte di Goliarda quando ho affrontato il lavoro di raccolta dei componimenti che costituiscono, il suo corpus poetico ancora inedito. Si presentava unitario, una serie di fogli non inframezzati da altri componimenti in italiano. Appartiene a un unico periodo? Forse queste poesie furono scritte tutte di seguito? Quando? Non è facile stabilirlo. L’unica data certa nella poesia di Goliarda Sapienza è il 1953, l’anno della morte della madre. Anche a me Goliarda ha ripetuto che solo allora ha cominciato a scrivere versi confluiti poi nella raccolta, a cui queste poesie si ricollegano, anzi sembrerebbero quasi dirette traduzioni. E qui sta il punto. A Goliarda l’ispirazione di Ancestrale non dovette bastare, la versificazione in lingua italiana non era sufficiente. Il suo ritorno indietro doveva essere completo. Mancava la sua lingua madre nei versi di Ancestrale. Non è poco. Per ritrovarla dovette discendere agli inferi attravero l’analisi freudiana che avviò dopo il tentativo di suicidio del 1962. Secondo me questi versi vengono dopo quella data. Ma per offrire ai lettori una chiave di lettura, ho aggiunto in fondo alla raccolta la poesia in italiano A mio padre, l’uomo
responsabile di tutta l’ancestralità di Goliarda, l’uomo della Civita che inizia la figlia alla vita
popolare, ritrovato nel suo inconscio remoto come ritorno del rimosso dopo il travaglio
dell’analisi. Perché la lingua madre di Goliarda era quella di suo padre, la cui voce fu per lei la Sicilia catanese. Per sempre. 
                                                                                           Angelo Pellegrino