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La diminuzione delle nascite e il rifiuto della procreazione

La diminuzione delle nascite e il rifiuto della procreazione

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Giovedì 10 gennaio 2013 ore 17,30
Corso Sicilia 91

Incontro con Giuliano Cannata

Presentazione del libro
Dizionario dell’estinzione
Il mistero delle nascite nell’era della diminuzione
Prefazione di Andrea Camilleri
con i contributi di Marcello Cini, Vittorio Cogliati Dezza,
Maria Luisa De Luca, Massimo Livi Bacci

Ne parlerà con l’autore il Prof. Carmelo Ferlito
docente di Vulcanologia del dipartimento
di Scienze Geologiche dell’ Università di Catania.


La diminuzione delle nascite. Un saggio che analizza
il calo naturale
delle nascite e il rifiuto della procreazione

Il primo essere cosciente, dopo aver conquistato la Terra e sottomesso
un mondo di altri esseri, a un tratto decide di fermarsi, e di rifiutare il
gioco della vita e della morte degli individui che la compongono.
Ma in uno scenario di profonda incertezza sociale e di crisi delle economie
avanzate c’è il rischio di sottovalutare quella grande diminuzione,
l’enigma dell’estinzione, il disinteresse dell’essere per la specie.

Le donne facevano i figli non sapendo come fare a non farli, ora una
nuova fase al femminile dell’evoluzione più umana e più lieve le orienta
a migliorare la propria condizione, la vita che dovrebbero trasmettere,
le chiavi di antropologia e di psicologia contro il dubbio inconscio di
dare a un bambino una vita non sappiamo quanto buona: e che
(comunque) porta la morte. Evitare di generare può anche essere un
rifiuto della nostra stessa vita e morte, desiderio inconscio di non
essere mai nati.

Nei contributi qui raccolti di quattro maestri delle culture in campo,
Marcello Cini filosofo della scienza, Vittorio Cogliati Dezza filosofo e
ambientalista, Maria Luisa De Luca psicologa e Massimo Livi Bacci
demografo, si riconosce la scoperta di tutte le ragioni della
diminuzione e il suo governo, come nelle parole di Andrea Camilleri
sul senso letterario e filosofico del libro:
“Non tralascia nessun aspetto sociale economico ambientale che sia,
ci sottopone decine di ipotesi e di dati scientificamente provati.
Tra le tante ipotesi formulate ce n’è una però che mi interessa
sottolineare, che rappresenta una sorta di felice scarto dal campo
strettamente scientifico per aprirsi a un orizzonte assai più
inquietante e intrigante. L’ipotesi che una non secondaria spiegazione
sia da ricercarsi nell’inconscia e progressiva percezione della perdita
di senso della vita. Attenzione: non la sensazione della perdita della
qualità della vita (che anche quella ha un forte peso) delle sue
aspettative, ma qualcosa che investe la ragione stessa dell’esistenza.”

La società della fine dei bisogni e dell’uso umanitario dell’economia
avrà il compito della nuova pianificazione: sostenibile e femminile.
Per quella metà della vita che appartiene ai sentimenti rimarranno
dominanti i canoni del piacere, della bellezza, della felicità.

L’AUTORE: Giuliano Cannata, pisano, ingegnere, esperto d’acqua
e d’ambiente, usa da trent’anni gli strumenti dell’antropologia
culturale nei grandi progetti di sviluppo. Docente a Siena di
pianificazione di bacino e già Segretario dell’Autorità del Sarno.
Tra i suoi libri, I fiumi della terra e del tempo (‘86), Governo dei
bacini idrografici (‘94), Antropologia dell’evoluzione (‘05), Acqua
in Campania e nel mondo (’07), Si spegne signori si chiude (‘08).